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EGITTO AL MANN - Cronologia Real Museo Borbonico

1738 Scoperta di Ercolano e 1748 Pompei 1758 Carlo III di Borbone apre ufficialmente il Museo Herculanense nel Palazzo Reale at Portici. Per la prima volta visitatori eruditi ammirano i capolavori che vengono estratti dagli scavi delle località sepolte dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. È possibile ora vedere come gli antichi vivevano nel quotidano: non solo attraverso marmi Greci e Romani, sculture di bronzo, dipinti murali, gioielli, ma anche oggetti di uso giornalie...

EGITTO AL MANN - Naoforo Farnese

Il naoforo Farnese è il primo oggetto egiziano acquisito dal Museo di Napoli, dove la sua presenza è documentata già dal 1803. La statua è l'unico oggetto egiziano presente nella celebre collezione Farnese, la sola collezione rinascimentale di antichità rimasta intatta nei secoli. La sua presenza nel Palazzo Farnese a Roma è documentata già nel Seicento dai più antichi inventari farnesiani. La statua era stata rinvenuta probabilmente...

EGITTO AL MANN - Collezione Borgia

1770 – 1780 I viaggiatori del Grand Tour rendono famose le scoperte dal Tempio di Iside e il Museo Borgiano di Velletri. 1797 G. Zoega in De orig. et usu obelisco rum così descrive il monumento di Imeneminet : Ara di granito avvisa essere una dedicazione di un egiziano fatta à dei infernali, in memoria de' parenti, o degli amici. Fu scavato nel Cairo e poi passato al Museo Borgiano. 1815 Dopo il decennio francese, Ferdinando IV conferma l’acquisto della prezi...

EGITTO AL MANN - Collezione Picchianti

La contessa Angelica Drosso Picchianti di Venezia e il fiorentino Giuseppe Picchianti, formarono una collezione di antichità egiziane tra il 1814 ed il 1825, durante la cosiddetta "età dei consoli”, quando diplomatici, viaggiatori e mercanti fanno a gara nel raccogliere oggetti antichi da rivendere sul mercato antiquario. La raccolta giunse nel 1825 a Livorno, dove forse fu esaminata da Jean-François Champollion in persona ed entrò a far parte del Museo ...

Statua di Artemide Efesia

La statua, in alabastro e bronzo, è una delle copie della statua di culto di Artemide venerata nel santuario di Efeso, a noi nota da riproduzioni e in special modo dalle monete emesse dalla zecca della città a partire dall’età ellenistica. La dea è rigidamente diritta e protende le braccia; sul capo ha un polos a forma di torre, ai lati del quale emerge un disco decorato con quattro protomi di leoni alati per parte; indossa un pettorale su cui sono scolpiti i se...

Tazza Farnese

La “Tazza Farnese” è il più grande cammeo esistente al mondo. Prende il nome dall’ultima collezione di cui fece parte prima di passare tra i beni del Museo, ma la sua storia si può ricostruire quasi senza soluzione di continuità dal 1239, quando viene acquistata da Federico II; ricompare poi nel 1430 alla corte di Samarcanda o di Herat; prima del 1458 è a Napoli fra i tesori di Alfonso V di Aragona; nel 1471 la acquista a Roma Lorenzo il Magni...

Toro Farnese

Il gruppo scultoreo, definito “la montagna di marmo” perché ricavato da un unico blocco e in considerazione delle sue grandi dimensioni, rappresenta il supplizio di Dirce, legata a un toro inferocito da Anfione e Zeto come punizione per le angherie ripetutamente inflitte alla loro madre, Antiope. Al centro campeggia l’immagine del toro, enorme e imbizzarrito, trattenuto per le corna da uno dei due fratelli, mentre l’altro tiene la fune con la quale la sventurata sa...

Busto di Omero

Il busto raffigura un personaggio avanzato negli anni e dall'aria ispirata, rispondente ai canoni del ritratto ricostruttivo di Omero, celeberrimo a partire dal maturo ellenismo e noto in un notevole numero di repliche. Il volto è solcato da numerose rughe e gli occhi sono profondamente incassati e aperti a mostrare la cecità del poeta, il cui atteggiamento ispirato è sottolineato dalle labbra dischiuse. I capelli, cinti da una tenia, si sviluppano sulle tempie in ciocch...

Callipige

La statua raffigura la dea che maliziosamente si volge per ammirare la perfetta linea della parte posteriore del proprio corpo: infatti ha il capo girato all’indietro sulla spalla destra, mentre il braccio sinistro alzato trattiene i lembi del chitone. “Callipige” significa letteralmente “dal bel sedere”, e rimanda all’erronea identificazione del tipo con una statua che sappiamo creata nel II sec. a.C. ed esposta a Siracusa; in realtà l’iconografi...

Rilievo con Orfeo ed Euridice

Il rilievo in marmo, ritrovato presso una villa marittima in contrada Sora a Torre del Greco, mostra l'ultimo commiato fra Orfeo ed Euridice. Sulla sinistra è Hermes, che indossa il cappello a larghe falde del viaggiatore (petasos) e accompagna Euridice. Con la mano sinistra tiene lei per il braccio, mentre la sinistra è sulla spalla di Orfeo che stringe la lira, raffigurato all'estrema destra nel momento in cui si volta indietro verso Euridice e le sfiora il braccio. Le pi...

Statua di Doriforo

Considerata la più completa copia del Doriforo in bronzo di Policleto del 440 a.C., rappresenta un giovane nudo, stante sulla gamba destra, in atto di avanzare la gamba sinistra leggermente arretrata. Il braccio destro è dritto lungo il fianco, il sinistro è flesso a reggere una lancia andata perduta. Accanto alla gamba destra è un sostegno a forma di tronco. In questa celebre copia pompeiana è possibile notare l'utilizzo dello schema chiastico (riproducent...

Statuetta di Fauno danzante

La statuetta raffigura una figura maschile nuda, con barba e con la testa rovesciata all'indietro. Accenna, in punta di piedi, un passo di danza tenendo braccio e gamba sinistra tesi e braccio e gamba destra flessi. Le corna di caprone e la piccola coda permettono di identificare la figura in un Fauno, in Pan o meglio in un Satiro, raffigurato in preda all’ebbrezza bacchica o in atto di eseguire una danza ritmica in un’estasi quasi religiosa. La raffinatezza dell’esecuzione...

Gruppo statuario raffigurante Pan e una capra

Il piccolo gruppo, rinvenuto nella Villa dei Papiri di Ercolano, raffigura il dio Pan nell’atto di accoppiarsi con una capretta. La figura di Pan, con fattezze umane solo nella parte superiore del corpo, è accuratamente resa sia nei particolari del vello caprino, sia nella superficie liscia e compatta del torso con la muscolatura in evidenza. Ben studiato è il volto, i cui tratti esprimono la natura ibrida del dio. La capretta piega leggermente la testa a sinistra mentre lang...

Vaso blu

Anforisco con scena di vendemmia, cosiddetto “Vaso blu” (inv. 13521) La tecnica del vetro-cammeo consisteva nel sovrapporre ad uno strato di vetro di colore molto intenso, generalmente blu cobalto, un secondo strato di vetro bianco opaco che poteva essere poi asportato a zone seguendo un disegno, come nella tecnica del cammeo su pietra dura, in modo che il disegno in bianco contrastasse contro il fondo scuro. Il  celebre “Vaso blu” ha forma di anfora vinaria e, coere...

Flora da Stabia, Villa di Arianna (inv. 8834)

Su fondo verde acqua una piccola figura femminile si allontana scalza con passo leggero. Andando, si volge di lato a cogliere da un alberello, con elegante gesto della mano, i fiori bianchi, che pone nel canestro. Non sappiamo se sia una fanciulla umana o divina, una Ninfa, una Flora o una Proserpina. Ispirandosi a figure del IV secolo a.C., il pittore dipinse questo capolavoro come “vignetta” di una parete decorata in età augustea. L’affresco fu rinvenuto insieme ad alt...

Affresco con medaglione, cosiddetta “Saffo” (inv. 9084)

Il dipinto, da Pompei, rappresenta il busto di una fanciulla con un polittico di quattro tavolette cerate nella mano sinistra e uno stilo nella destra, che accosta alle labbra in atteggiamento meditabondo, quasi a voler riflettere un attimo prima di accingersi a scrivere. I suoi capelli sono trattenuti da una delicata retina dorata, dalla quale morbidi riccioli fuoriescono per poggiarsi sulla fronte e ai lati del volto, sereno e regolare, caratterizzato dai grandi occhi castani. Indossa un manto...

Battaglia fra Alessandro Magno e Dario re dei Persiani

Il mosaico costituiva il prezioso pavimento di un’esedra della splendida Casa del Fauno a Pompei, dalla quale provengono altri mosaici e diversi materiali esposti nelle stesse sale. Fu realizzato intorno al 100 a.C. con circa un milione di tessere e rappresenta una scena di battaglia tra Alessandro Magno e Dario III. È dubbio che si tratti della battaglia di Isso, combattuta nel 333 a.C., che decretò la fine del secolare Impero persiano con la detronizzazione dell’ultim...

Affresco cosiddetto “Bacco e il Vesuvio” (inv. 112286)

Nell’affresco sono raffigurati Bacco e un alto monte isolato, con le pendici ricoperte da filari di viti sostenute da pali. Si è molto discusso se la montagna sia il Vesuvio o il colle di Nisa, sacro a Dioniso. La prima ipotesi sembra da escludere. Il dio, con il corpo ricoperto da acini, è quindi assimilato a un enorme grappolo d'uva. È caratterizzato dai suoi classici attributi: regge nella mano sinistra il tirso, mentre con la destra porge un kantharos a una pan...

Decorazione architettonica dalla Villa di P. Fannio Sinistore a Boscoreale (inv. s.n.)

Con la sua rappresentazione architettonica, la parete è una delle più tipiche del cosiddetto II Stile pompeiano e bene ne illustra la definizione di “stile dell’illusionismo prospettico”. La scenografia rappresenta un edificio con portico colonnato. L’elemento centrale della composizione, inquadrato da due colonne ioniche, è una solenne porta con battenti a pannelli, con sovrapporta dipinto con una scena di caccia che ricorda da vicino la decorazione ...

Statue di peplophorai , cosiddette “Danzatrici”

Già considerate danzatrici da Winckelmann, queste cinque statue in bronzo in vario atteggiamento sono state recentemente riconosciute come portatrici di acqua e quindi identificate con le Danaidi, le cinquanta figli di Danao condannate nel mito ad attingere acqua senza fine. Il tema era famoso in età augustea perché decorava il portico che circondava il tempio di Apollo sul Palatino, inaugurato nel 28 a.C. Queste statue di peplophorai, opere classicistiche arieggianti la gra...

Statue di corridori (inv. 5626-5627)

Il tema del ginnasio, introdotto dall’Hermes in riposo presente nella stessa villa, trova la più aperta dichiarazione in questa coppia di corridori in bronzo, repliche gemelle di una stessa scultura della fine del IV secolo a.C., probabilmente l’immagine onoraria di un atleta vittorioso in uno dei grandi giochi panellenici.  

Statua di Nike (inv. 248846)

La Nike, in marmo bianco a grana fine, acefala e priva delle ali, avanza su un terreno roccioso. Il braccio sinistro doveva essere disteso lungo il fianco a reggere un attributo (una palma?) poggiato sulla base in un incastro quadrangolare; il destro era invece sollevato a tenere probabilmente una corona. Indossa un chitone e un himation con apoptygma in vita. Sulla parte posteriore sono visibili tasselli e fori usati in origine per sorreggere le ali. Si tratta di una replica romana di buona ese...

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