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Napoli e la sua storia

Napoli è una metropoli mediterranea con una storia bimillenaria e per seicento anni è stata la capitale dell’Italia meridionale.  Napoli sorge al centro di un golfo famoso fin dall’antichità per la bellezza del paesaggio, la mitezza del clima e la salubrità dell’aria. Il nucleo abitato più antico sorse sul Monte Echia, un’altura di origine vulcanica dove oggi è Pizzofalcone. E’ su quest’altura che i colonizzatori greci vi fondarono Parthenope nel VII sec.  perché era cosi maggiormente difendibile dato che si affacciava per tre lati sul mare ed era separato dall’entroterra da un vallone (l’attuale  via Chiaja).In contrapposizione all’antica città di Parthenope sorse la nuova città, la Neapolis, e con essa il toponimo urbano: Napoli.     Una prima espansione entro le mura fu attuata secondo un’esemplare sistemazione urbana articolata lungo tre decumani. I romani trasformano Napoli da città mercantile in città degli otia e fu cosi che furono costruite splendide ville a Posillipo e sul monte Echia dove sorgerà la famosa villa di Lucullo.Sotto le invasioni barbariche interi quartieri extra moenia vengono abbandonati e nuove mura vengono erette a occidente.   Nella prima età cristiana si sviluppa uno dei principali borghi extra moenia, quello dei Vergini; infatti nelle valli dei Vergini e della Sanità , già sedi di necropoli greche e romane, si sviluppano le catacombe di S. Gennaro, S.Gaudioso  e S. Severo.Tra il V e il VI la Campania fu devastata dalle invasioni barbariche. Tra le città costiere, Napoli riconquistata dai Bizantini nel 536, mantiene per secoli un carattere profondamente greco. Con la conquista normanna di Napoli e la creazione di un regno unitario, entra in crisi il sistema mercantile dei ducati costieri. Uno dei segni più importanti lasciati da Federico II di Svevia fu la fondazione dello Studio Napoletano nel 1224, la prima Università statale, con l’intento di contrapporre alla guelfa Bologna un centro culturale ghibellino.  La sconfitta di Manfredi a Benevento nel 1226 e la decapitazione di Corradino a Piazza Mercato a Napoli decretano la fine della dinastia normanno-sveva e l’inizio di quella angioina che segna profondamente il destino del regno e della città di Napoli. Con l’ingresso di Alfonso il Magnanimo nel 1443 inizia il dominio della Corona d’Aragona. Napoli diventa il centro del Mediterraneo  e la sua egemonia sulle altre città si rafforza dopo la morte di Alfonso  e l’assegnazione dei domini aragonesi a Ferrante (Ferdinando I). La dinastia aragonese accentua gli aspetti militari e difensivi della città.Nel 1503 Napoli perde la sua indipendenze e diventa una delle province dell’immenso impero spagnolo e sarà amministrata da vicerè nominati da Madrid. A uno di questi, Don Pedro de Toledo, si deve una delle trasformazioni più vistose della città: un’espansione delle mura che consente di raddoppiare la superficie urbana. Il Seicento napoletano si apre con la costruzione del nuovo Palazzo Reale, opera di Domenico Fontana. A Cosimo Fanzago architetto e scultore , lombardo come Caravaggio, si deve soprattutto  il  rinnovamento della decorazione architettonica. Con la guerra di successione spagnola, Napoli e il regno passano all’Austria che governerà anche essa tramite dei vicerè.  Alla fine del XVIII Napoli , sulla scia degli ideali della Rivoluzione francese, vive un breve periodo giacobino con la Repubblica partenopea del 1799. Giuseppe Bonaparte inizia il taglio della strada che dal Museo Nazionale conduce alla Reggia di Capodimonte con la costruzione del Ponte della Sanità.Nel 1808 Gioacchino Murat diventa re di Napoli e avvia un imponente programma riformatore, fondato sul decentramento amministrativo, consente di irrobustire la funzione dei capoluoghi di provincia, alleggerendo il ruolo della capitale. Con la restaurazione tornano i Borbone e il segno magniloquente di questo ritorno fu il completamento della grande piazza del Plebiscito davanti al Palazzo Reale.Con l’Unità d’Italia la città subisce ancora dei cambiamenti sul piano urbanistico e nel periodo post-unitario definito il Risanamento nel settore dei trasporti furono realizzate opere significative: le due prime funicolari per collegare il Vomero al centro storicoDurante le due guerre mondiali Napoli ha subito dei colpi molto pesanti con la distruzione di fabbriche e di industrie operata dai Tedeschi in fuga sommate ai bombardamenti degli alleati.Attualmente la città di Napoli è suddivisa in dieci municipalità che sono  dieci circoscrizioni di decentramento amministrativo ex d.lgs. 267/2000 che rappresentano forme di decentramento di funzioni e di relativa autonomia organizzativa e funzionale rispetto al comune.

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